Il futuro delle frodi: i preparativi delle banche per il 2026–2030

19 / 12 / 2025

La frode non è più soltanto un problema di sicurezza. È una questione umana. Ed è proprio questa la parola che meglio definisce la prossima fase del crimine finanziario: umana. Tra il 2026 e il 2030 la frode non significherà più semplicemente password violate o carte rubate, ma perdita di fiducia, identità compromesse e, in alcuni casi, persino realtà manipolate.

person holding cellphone in one hand and card bank in another

La frode non è più soltanto un problema di sicurezza. È una questione umana. Ed è proprio questa la parola che meglio definisce la prossima fase del crimine finanziario: umana. Tra il 2026 e il 2030 la frode non significherà più semplicemente password violate o carte rubate, ma perdita di fiducia, identità compromesse e, in alcuni casi, persino realtà manipolate.

Questa trasformazione è al tempo stesso tecnologica e strutturale. Con l’arrivo della PSD3 e del PSR, le regole di responsabilità stanno cambiando e le banche non affronteranno più questa sfida da sole. La prossima evoluzione nella prevenzione delle frodi dipende dalla collaborazione, non dall’isolamento. L’industria si sta muovendo verso ecosistemi aperti basati sulla fiducia, dove la condivisione in tempo reale delle informazioni sul rischio diventa fondamentale.

I settori più esposti restano banche e pagamenti. Perché? Perché le transazioni istantanee e i sistemi basati sull’AI generano al tempo stesso opportunità e minacce. Ma non solo. Sanità, retail e persino i servizi di identità digitale stanno registrando un aumento di casi di impersonificazione, profili sintetici e truffe cross-platform, mentre le tecniche di frode si spostano facilmente da un settore all’altro.

Secondo Juniper Research, le perdite globali da frode nei servizi finanziari supereranno i 58 miliardi di dollari entro il 2030, un incremento del 150% trainato da identità generate dall’intelligenza artificiale, pagamenti in tempo reale e dal confine sempre più labile tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

E non si tratta solo di numeri: si tratta di persone.

Quasi il 70% degli adulti nel mondo ha incontrato una truffa nell’ultimo anno e il 13% ne affronta una ogni giorno (Gasa Global State of Scams 2025 Report). Secondo lo stesso report, le perdite globali hanno raggiunto i 442 miliardi di dollari, ma il danno più significativo è quello umano: il 69% dichiara un forte stress emotivo dopo l’esperienza.

La sfida, oggi, non è solo fermare i criminali: è stare al passo con la rapidità con cui la frode evolve. Comprendere in che direzione si muoverà nei prossimi anni è il primo passo per costruire resilienza.

 

Le cinque tendenze che definiranno la frode nel 2026–2030

“Stiamo entrando in un’era in cui la prevenzione delle frodi non consiste nel costruire muri più alti, ma nel costruire sistemi più intelligenti. Serve resilienza, non soltanto resistenza. Serve condivisione intelligente, scelte di facile spiegazione ed ecosistemi che imparano collettivamente. Perché la frode non conosce confini organizzativi — e neppure la nostra risposta dovrebbe averne.”
João Courinha, Senior Global Product Manager – Fraud Management Solutions

 

1. Identità Sintetiche

La prossima ondata di frodi identitarie non deriverà solo da dati rubati, ma da dati che non sono mai esistiti. Grazie alla GenAI, i criminali combinano informazioni reali e artificiali per creare persone che non esistono ma risultano del tutto credibili. Con impieghi, storici creditizi e persino attività sui social, si comportano come clienti reali finché un giorno… scompaiono, portando con sé prestiti, scoperti o fondi sottratti.

Gli esperti avvertono che queste “identità Frankenstein” stanno già aggirando i controlli KYC tradizionali e potrebbero presto diventare una delle forme di frode digitale più pervasive e costose. La loro forza? Sembrano normali. Non c’è una vittima che segnala, nessun allarme evidente: solo un “fantasma digitale” nascosto nei sistemi.

 

2. Deepfake e truffe in tempo reale

La frode oggi si muove alla stessa velocità del denaro: istantanea. Con i pagamenti real-time diventati standard, lo diventano anche le truffe in tempo reale. Deepfake vocali, video generati dall’AI, impersonificazioni digitali consentono ai criminali di imitare chiunque, persino un consulente bancario.

Un esempio: un cliente riceve una videochiamata dal suo “gestore”. Stessa voce, stesso volto, stesso sfondo dell’ufficio. Ma non è lui. Nel giro di pochi minuti, il cliente autorizza un “bonifico di sicurezza”.

Queste truffe funzionano non perché le persone siano ingenue, ma perché si fidano profondamente della propria banca. I deepfake aggirano la logica e sfruttano l’emozione più velocemente di quanto i sistemi di sicurezza riescano a reagire.

 

3. Frodi first-party e Money Mule

Non tutte le frodi arrivano dall’esterno. Alcune coinvolgono clienti reali e i loro conti.

La first-party fraud si verifica quando una persona mente su una transazione o su un credito per evitare di pagare. La money-mule fraud emerge quando individui mettono a disposizione il proprio conto per movimentare denaro rubato — talvolta volontariamente, talvolta senza rendersene conto. In tutto il mondo questo fenomeno è stato industrializzato attraverso social media e annunci di lavoro che appaiono legittimi, ma non lo sono.

Entrambe le forme sono difficili da individuare perché assomigliano a normali operazioni. Questo impone a tutti una revisione di cosa consideriamo davvero “sospetto”.

 

4. Account Takeover

I truffatori non si limitano più a indovinare password: imitano gli utenti. Attraverso bot e dati rubati accedono agli account, replicano il comportamento umano e ne assumono il controllo in pochi secondi. Il danno riguarda sia i fondi sia la fiducia nel banking digitale.

Entro il 2030 la prevenzione dipenderà da una verifica continua dell’identità, basata su biometria comportamentale in grado di riconoscere come una persona digita, scorre o naviga in un’app.

 

5. Emotional Scams

Gli scammer stanno diventando sempre più abili nel sembrare… autentici. I casi si moltiplicano in tutto il mondo. Costruiscono relazioni fittizie, inviano immagini credibili e accompagnano le vittime verso trappole di “investimento” o “romantiche”. Con AI in grado di creare foto, voci e messaggi convincenti, queste truffe risultano estremamente personali.

La vera novità è la profondità emotiva dell’attacco: vulnerabilità, empatia, urgenza. Caratteristiche umane trasformate in leve di manipolazione. Non si tratta solo di sottrarre denaro, ma di colpire le emozioni.

 

La prossima evoluzione dell’industria: Explainable AI e difesa collaborativa

L’intelligenza artificiale ha trasformato il modo in cui individuiamo la frode, ma sta trasformando anche la frode stessa. Man mano che gli algoritmi diventano più potenti, la trasparenza diventa essenziale. Regolatori e istituzioni finanziarie iniziano a richiedere modelli di Explainable AI (XAI) che non soltanto prevedano il rischio, ma spiegano anche il perché.

Per stare al passo, il settore sta investendo in analisi comportamentale, condivisione in tempo reale delle informazioni e living rule sets: sistemi dinamici che evolvono alla stessa velocità delle tattiche fraudolente.

Gli ecosistemi collaborativi — in cui banche, fintech, telecomunicazioni, piattaforme social e regolatori condividono insight in modo sicuro — definiranno la prossima decade.

 

Oltre la difesa: costruire resilienza in un’era umana

Tra il 2026 e il 2030 le frodi diventeranno più rapide e più intelligenti, ma non per questo impossibili da contrastare. Il futuro della prevenzione si baserà su tre pilastri: collaborazione, intelligenza e fiducia.

Le frodi continueranno a evolvere, ma lo faranno anche le difese. La fiducia non si ferma al perimetro di una singola organizzazione: si costruisce, si condivide e si protegge collettivamente. Quando un’istituzione impara, tutto l’ecosistema ne beneficia. Le banche che stanno guidando questo cambiamento stanno trovando un nuovo equilibrio: verificare in modo continuo, interpretare i comportamenti nel contesto, adottare AI spiegabile e mantenere le persone al centro.

Mathieu Barthelemy

Mathieu Barthelemy

Product Portfolio Manager
Working in the digital services space since more than 15 years, Mathieu's journey at Worldline spans from software engineer to Mobile Banking Apps team lead, then PSD2/Open Banking product manager, and now head of the Authentication portfolio (Access Control Server, SCA, device imprint). Digital enthusiast and product-management advocate, Mathieu is driven to understand customer problems and deliver valuable solutions coping with clients challenges.
Mihaela-Catalina Tritoiu

Mihaela-Catalina Tritoiu

Product Marketing Manager Customer Interactions, Worldline Financial Services