Riscrivere il modello operativo dei pagamenti in Europa
04 / 05 / 2026
Il settore europeo dei pagamenti sta attraversando una trasformazione strutturale, in cui regolamentazione, aspettative di disponibilità continua, nuove forme di moneta digitale e operatività guidata dall’AI stanno convergendo. Le organizzazioni che avranno successo non saranno semplicemente quelle capaci di implementare rapidamente nuove regole, ma quelle in grado di ripensare il proprio modello operativo per gestire più circuiti di pagamento in modo sicuro, resiliente e scalabile, sostenendo gli obiettivi europei di innovazione e sovranità digitale.
I pagamenti entrano in una nuova fase
Alla fine del 2025, quando il regolamento DORA era appena entrato in vigore, i pagamenti istantanei stavano crescendo e PSD3 era all’orizzonte. Da allora, però, il baricentro si è spostato: la resilienza non è più soltanto un tema di compliance, ma una priorità a livello di board. La sicurezza non è più un elemento distintivo, ma un requisito indispensabile. I wallet digitali sono diventati uno standard e la regolamentazione sta contribuendo sempre più a definire la struttura del mercato, non solo a stabilirne i confini.
La domanda per il 2026, quindi, non è tanto “le istituzioni finanziarie riusciranno a essere conformi?”, quanto piuttosto “riusciranno a ridisegnarsi abbastanza rapidamente?”.
Oltre il dibattito su “quale circuito vincerà”
Per molto tempo il settore si è interrogato su quale circuito di pagamento avrebbe prevalso: carte contro account-to-account, open banking contro wallet, stablecoin contro regolamento tradizionale. Ma questa prospettiva è sempre meno utile. La chiave di lettura più corretta è quella che presuppone la futura coesistenza di diversi circuiti, e si domanda come integrarli.
Carte e wallet restano profondamente integrati nel commercio e nei meccanismi di tutela dei consumatori. I pagamenti istantanei account-to-account stanno diventando un’aspettativa di base. L’open banking sta passando dalla semplice disponibilità delle API alla qualità delle loro performance. Gli asset digitali si stanno spostando dalla speculazione verso utilizzi più mirati.
L’Europa sta investendo in iniziative come Wero per promuovere esperienze paneuropee rilevanti per i consumatori. Il vantaggio competitivo si sposta quindi verso chi è in grado di orchestrare più circuiti, indirizzare le transazioni in modo intelligente, gestire rischio e liquidità con coerenza e risolvere le contestazioni in modo prevedibile, senza perdere il controllo.
Il nuovo standard regolamentare
La regolamentazione europea viene spesso percepita come una fonte di complessità, ma contribuisce anche a ridisegnare il mercato, modificando gli incentivi e ridefinendo ruoli e responsabilità. Misure come l’Instant Payments Regulation, la terza Direttiva sui servizi di pagamento — PSD3 —, il Payment Services Regulation — PSR — e il regolamento sull’accesso ai dati finanziari — FiDA — non sono iniziative separate. Insieme, stanno spingendo il settore verso un nuovo standard: pagamenti sempre disponibili, in tempo reale e fondati sulla fiducia.
I pagamenti istantanei sono un buon esempio. Inviare e ricevere denaro in pochi secondi è il cambiamento più visibile, ma l’impatto reale è operativo. I pagamenti istantanei sono irrevocabili e avvengono in tempi estremamente rapidi: questo significa che i controlli antifrode devono funzionare in tempo reale, i sistemi devono essere disponibili senza interruzioni e liquidità e gestione delle eccezioni richiedono un approccio diverso. Non esiste più la rete di protezione offerta dall’elaborazione batch o da decisioni differite.
PSD3 e PSR aumenteranno la concorrenza e ridisegneranno le responsabilità nell’ecosistema, in particolare su frodi, accesso ai conti e liability. Le organizzazioni che avranno successo non saranno quelle che aggiungeranno semplicemente un nuovo strumento, ma quelle che useranno la regolamentazione come leva per semplificare, standardizzare e rafforzare la governance end-to-end.
FiDA amplia il perimetro oltre i pagamenti, prevedendo una condivisione più ampia dei dati finanziari. Questo aspetto è rilevante perché innalza le aspettative verso esperienze cliente fluide e richiede una gestione solida dei consensi, una governance dell’identità efficace e piena tracciabilità. Nel 2026, una “strategia dati” non può più essere separata da una “strategia pagamenti”: sono parte dello stesso modello operativo.
DORA trasforma la resilienza in una disciplina manageriale
DORA conferma ciò verso cui il mercato si stava già muovendo: in un’infrastruttura critica dei pagamenti, la resilienza non è più opzionale, ma rappresenta lo standard minimo.
Con DORA, la resilienza operativa va ben oltre la documentazione. Richiede un approccio continuo e concreto ai test di rischio, alla supervisione delle terze parti, alla preparazione nella risposta agli incidenti e al miglioramento misurabile nel tempo. Inoltre, chiarisce un punto che molte organizzazioni hanno imparato sul campo: la resilienza è forte solo quanto lo sono i partner e i sistemi da cui dipende.
Per questo si tratta di un cambiamento strutturale, non di un semplice ciclo di aggiornamento. Quando la resilienza diventa un KPI a livello di board, cambia in profondità il modo in cui le organizzazioni investono, sviluppano e operano. E favorisce l’allineamento tra tecnologia, operations, procurement e governance.
Sovranità digitale: il fondamento della resilienza economica
Le tensioni geopolitiche stanno trasformando i pagamenti europei più rapidamente di quanto molti immaginino. La sovranità digitale non è una semplice casella regolamentare da spuntare: è il fondamento di un’economia solida e resiliente.
Nei pagamenti, sovranità non significa ideologia. Significa garantire continuità, governance e controllo sui flussi transazionali critici e sui meccanismi di fiducia, restando al tempo stesso connessi al commercio globale. In tempi di incertezza, sistemi affidabili per la fiducia e la risoluzione delle contestazioni diventano ancora più importanti, e non sono facili da sostituire.
È per questo che ragionare in termini di “un solo circuito” è rischioso e non rappresenta la strada migliore. Il futuro non avrà un unico vincitore. Più sistemi di pagamento coesisteranno e il vantaggio andrà a chi sta già costruendo per gestire questa complessità senza compromettere sicurezza, resilienza e governance.
Il futuro concreto della movimentazione del denaro
C’è la tendenza a considerare gli asset digitali come una rivoluzione destinata a sostituire tutto, oppure come una distrazione che non sostituirà nulla. La prospettiva più pragmatica è un’altra: stablecoin, moneta tokenizzata e CBDC possono risolvere specifiche inefficienze, ma non sostituiscono automaticamente circuiti maturi.
Pagamenti account-to-account, open banking, stablecoin e CBDC possono colmare alcune lacune, ad esempio nei modelli di regolamento, nei flussi di treasury e in determinate dinamiche transfrontaliere, senza cancellare i punti di forza degli ecosistemi basati su carte, in particolare in termini di accettazione, tutela dei consumatori e gestione delle contestazioni.
La domanda più rilevante per il 2026, quindi, non è “quale circuito vincerà?”, ma “quale circuito risponde meglio a quale caso d’uso, e come possiamo governare l’intero sistema in modo sicuro?”.
Oltre il lancio di Wero: come farlo funzionare davvero
L’introduzione di Wero ricorda in modo puntuale che l’ambizione europea va oltre la modernizzazione dell’infrastruttura. L’obiettivo è creare esperienze di pagamento che consumatori e merchant siano realmente incentivati a utilizzare. Ma l’interoperabilità non riguarda solo la connessione tra sistemi: dipende dall’allineamento operativo tra segnali antifrode, gestione delle contestazioni, livelli di servizio, governance e incentivi per tutti i partecipanti. Senza questo allineamento, l’esperienza si frammenta e l’adozione rallenta.
È per questo che la prossima fase dei pagamenti europei sarà così impegnativa dal punto di vista operativo. Lanciare una nuova soluzione è relativamente semplice. Gestirla su larga scala, in più Paesi, garantendo fiducia e resilienza costanti, è molto più complesso.
Per banche e acquirer emergono alcune sfide concrete:
- allinearsi al time-to-market di Wero, che varia da Paese a Paese, gestendo al tempo stesso l’impatto economico di rollout progressivi;
- scalare l’infrastruttura per sostenere volumi di transazioni potenzialmente elevati, poiché ogni pagamento Wero attiva in ultima istanza un bonifico istantaneo SEPA — SCT Inst — dalla banca dell’utente;
- garantire operatività 24/7, anche se molte banche devono ancora fare i conti con downtime o disponibilità limitata in alcune parti dei propri sistemi di pagamento o core banking.
L’AI Agentica entra nell’esecuzione
L’AI è già integrata in molte aree dei pagamenti. Ciò che sta cambiando è il passaggio da strumenti che analizzano a sistemi che agiscono, con l’Agentic AI capace di coordinare workflow, classificare eccezioni e accelerare i processi decisionali. Se utilizzata correttamente, può avere un impatto significativo: indagini più rapide, minori costi operativi, migliore prevenzione delle frodi e un salto di qualità nell’esperienza cliente.
Tuttavia, i pagamenti sono un ambiente ad alta criticità, e l’Agentic AI deve essere progettata con adeguati meccanismi di controllo. Questo significa garantire responsabilità chiare sugli esiti, mantenere audit trail e spiegabilità coerenti con il livello di rischio, implementare monitoraggio e change control solidi e preservare l’intervento umano dove l’impatto è elevato.
Le organizzazioni che sapranno distinguersi integreranno l’AI nel cuore dei processi di rischio e decision-making, mantenendo al tempo stesso una governance in grado di reggere a verifiche approfondite. Esperienze fluide non devono andare a scapito del controllo.
La vera opportunità nel 2026: trasformare standard più elevati in vantaggio competitivo
La regolamentazione sta alzando l’asticella. La visione è ciò che permetterà ai player più evoluti di trasformarla in un vantaggio.
Nel 2026, la capacità più importante non sarà un singolo circuito, un singolo programma regolamentare o una singola tecnologia. Sarà la capacità di gestire un ecosistema multi-circuito come infrastruttura critica: in modo sicuro, continuo e trasparente.
Questo richiede un cambiamento nel modo di operare delle organizzazioni. Invece di lavorare per silos di canale, sarà necessario orchestrare più circuiti di pagamento. I controlli di rischio dovranno funzionare in tempo reale, soprattutto per transazioni istantanee e irrevocabili. La resilienza dovrà diventare una pratica continua, non un esercizio periodico di compliance.
Significa anche trattare gestione delle contestazioni, identità e governance dei consensi come capacità centrali, non come elementi secondari. Man mano che l’AI entrerà più profondamente nelle operazioni aziendali, dovrà essere adottata con responsabilità chiare e forte tracciabilità.
È questo il lavoro che distingue le aziende che inseguono il cambiamento da quelle che lo guidano. Con l’avanzare del 2026, la domanda centrale è una: stiamo ripensando il nostro modello operativo per la nuova realtà o ci stiamo limitando a reagire?
Questo articolo è stato pubblicato anche su Finextra.